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"Notizie dalla Terra Santa"

 

Anno VI - 2010

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Questa Redazione, pur non condividendo sempre e necessariamente tutte le dichiarazioni degli autori nei testi citati, reputa che esse siano comunque utili fonti di informazione e riflessione.

Non omologati in alcun schieramento, in rispetto della libertà di pensiero e d'espressione garantite costituzionalmente, riteniamo irrinunciabile e giusto dare spazio a molte voci del dissenso, altrove negate.

Operazione SNIPER (tiratore scelto):

come ti costruiscono un complotto in uno Stato- colonia di Washington

 

Domenica 07 Marzo 2010

ROMA - L’hanno denominata “operazione tiratore scelto” l’interevento della Guardia di Finanza di Milano che avrebbe scoperto un importante traffico di armi, sistemi d’arma (?), che dall’Est Europa era diretto in Iran. Sono stati arrestati cinque italiani e due iraniani  tra cui il giornalista iraniano Hamid Masoumi Nejad, corrispondente dell’Islamic Republic of Iran Broadcasting  a Roma da molti anni, persona stimata e conosciuta nella capitale.

Il blitz disposto dal procuratore aggiunto antiterrorismo Spataro, avebbe consentito di scoprire niente di meno che un traffico di congegni di puntamento per armi leggere, proiettili di vario calibro per fucile e pistole, nonché, coltelli da combattimento di varia foggia e giubbotti antiproiettile. Come si può facilmente osservare armi e dotazioni che potrebbero benissimo figurare nel listino di qualsiasi organizzazione mafiosa, data la facilità con cui sul mercato internazionale delle armi si riesce ad avere tutto o quasi, basta pagare. Certamente quanto ritrovato non è  un arsenale da potenza militare, tanto che non incuterebbe paura nemmeno alla neutrale Svizzera. Ma per la magistratura italiana, ”notoriamente indipendente e a servizio degli interessi nazionali”, tanto è bastato per  far scattare il blitz della Guardia di Finanza. Al resto ci ha pensato la maggior parte della “libera stampa della colonia Usa – Israel” italiana nell’ingigantire l’affaire e criminalizzare l’Iran e il suo governo che fino a prova contraria fino ad oggi non ha dichiarato guerra a nessuno né invaso gli altrui territori. E così ecco montato il caso, che come un orologio svizzero piomba proprio dopo il recente viaggio di Silvio Berlusconi in Israele e la decisione dell’Eni di bloccare i futuri investimenti in Iran, mentre il ministro Frattini dichiara senza vergogna, che “non vi è alcun arresto strumentale”.

Evidentemente tutto ciò non è bastato a rassicurare lo Stato sionista e il suo potente alleato Usa, e come in tutte le aggressioni che si rispettino compiute dai campioni della democrazia nell’ultimo secolo, vi è un preciso copione da rispettare, che prevede  prima la criminalizzazione dell’avversario, poi l’embargo, seguito dalla creazione di fittizie prove che dimostrino al mondo la sua colpevolezza senza appello, ed infine la guerra d’aggressione con tanto di bombardamenti a tappeto, anche con armi di distruzione di massa come le bombe Blue-82 impiegate dall’Usaf nel Vicino Oriente e l’atomica  di 5 kilotoni lanciata nella zona di Bassora-Iraq nel 1991, senza dimenticare i massacri di civili a Dresda, Hiroshima e Negasaki.

Ora la criminalizzazione dell’Iran da parte dell’Occidente è cosa nota, da quando Ahmadinejad è presidente non passa giorno che qualcuno non dica o scriva che a Teheran vi è un regime opprimente e illiberale. L’embargo è già scattato,anche se non sembra incidere in maniera determinante visto che l’Iran ha stretto alleanze con potenze come la Cina e la Russia e stati latino americani così da diversificare le fonti di approvvigionamento e l’ esportazione (questa misura criminale viene imposta a tutti coloro che non vogliono piegarsi ai voleri di Washington e  in passato anche da Londra, noi italiani ricordiamo bene le sanzioni imposteci all’indomani della guerra d’Etiopia da qual ridicolo organismo denominato Società delle Nazioni che condannava l’Italia dimenticando che mezza Africa era sotto il dominio britannico e francese) Ora è invece il momento di creare le false prove che dimostrino in modo inequivocabile che lo Stato persiano sta preparando una guerra su vasta scala…

Ecco che allora la volontà di procedere alla costruzione di centrali nucleari e il conseguente arricchimento dell’uranio, sono viste come prove determinanti di una corsa agli armamenti nucleari, e non basta la disponibilità di Teheran ad aprire le porte alle ispezioni internazionali, si cerca quello che non c’è, la prova di un imminente fabbricazione di ordigni atomici.

La cosa ovviamente ci porta subito all’Iraq di Saddam, reo secondo la cosiddetta comunità internazione, che poi non è altro che Washington e i suoi alleati, di detenere armi di distruzione di massa, cosa che alla fine dopo avere ridotto l’Iraq a terra bruciata, si è rivelata un falso colossale.

Quello che è accaduto in Italia dimostra in modo inequivocabile che la fase dedicata al discredito dell’avversario è già operativa, e che i servizi segreti italiani, la magistratura ed il governo sono ancora una volta  funzionali alle direttive che partono dal padrone d’oltre Atlantico e, si badi bene, questo suona, a chi ha a cuore gli interessi nazionali, come alto tradimento.

E’ dal 1945 che l’Italia ha perso la propria sovranità politica ed economica e da allora tranne rare occasioni come il no di Craxi a Sigonella, tutti i governi e relativi apparati sono manovrati dall’ambasciata Usa a Roma o direttamente da Washington, che c’impedisce  di avere una nostra politica estera e d’instaurare buone relazioni con le nazioni che s’affacciano sul Mediterraneo e con il mondo islamico in generale, curando i nostri interessi economici e politici. Chi si pone di traverso viene spazzato via senza tanti complimenti, come l’allora presidente dell’Eni Enrico Mattei.

Se le cose stanno così non c’è da sorprendersi se anche domani qualche zelante magistrato scoprirà qualche cassa di pistole in viaggio per l’Iran e relativo munizionamento.

 Ma se tutto ciò corrispondesse a verità,ovvero che verso Tehran sono diretti armamenti clandestinamente in barba al blocco internazionale, non ci sarebbe nulla di scandaloso, anzi è un diritto di ogni Stato sovrano posto ingiustamente  sotto embargo, fare il possibile per aggirarlo e aggiornare i propri sistemi difensivi.

Israele potenza nucleare clandestina,che non ha firmato alcun tratto internazionale di non proliferazione riceve ogni anno armamenti dagli Usa per miliardi di dollari, utilizza armi non convenzionali e proibite contro il popolo di Palestina, prepara piani d’attacco contro l’Iran , eppure nessuno in Occidente si sogna di criticare e mettere in stato d’accusa Tel Aviv.

Il diritto internazionale, l’Onu, oramai ridotto a comparsa di se stesso, evidentemente viaggia su due binari differenti, uno per gli amici di Washington e l’altro per chi rivendica la propria sovranità ed indipendenza.

Federico Dal Cortivo

http://italian.irib.ir/index.php/articoli/11591-operazione-sniper-come-ti-costruisco-un-complotto-in-uno-stato-colonia-di-washington


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Domenica 07 Marzo 2010

TEHERAN - Kazem Jalali, portavoce della Commissione di Sicurezza Nazionale del Majlis ha dichiarato che l'arresto del giornalista iraniano Masoumi Nejad in Italia è in realtà un’altro degli inchini del governo italiano nei confronti delle esigenze del Regime Sionista. Kazem Jalali, Sabato 6 marzo, in un'intervista all’IRIB, sottolineando che l'arresto del giornalista iraniano in Italia è stato un compitino svolto dalla magistratura italiana per Israele, ha ribadito che non esiste alcuna prova per poter accusare la Repubblica Islamica dell'Iran, e che il governo italiano dovrà primo o poi rispondere di un simile operato. Jalali ha proseguito spiegando che i media controllati dai sionisti, in Italia, hanno cercato di approfittare politicamente di quest'arresto per danneggiare l’immagine dell’Iran. Stamane proprio il presidente del Parlamento iraniano, Ali Larijanii, ha definito l'arresto del corrispondente in Italia della RadioTelevisione iraniana "più una scena di satira politica che realtà" che fa parte di "un piano infantile" nei confronti dell'Iran. Ieri, l'Associazione dei giornalisti iraniani ha parlato di azione italiana in "stile mafia" contro il giornalista accusato di traffico illegale di armi verso la Repubblica islamica in violazione delle leggi in vigore.

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http://www.terrasantalibera.org/operazione_sniper.htm

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